🃏 Circolo Burraco
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Come si gioca a burraco

Le regole spiegate senza gergo, per chi non ha mai giocato. Dieci minuti di lettura.

Lo scopo del gioco

Il burraco si gioca in due (uno contro uno) o in quattro (due coppie, compagni seduti uno di fronte all'altro). Si gioca con le carte francesi.

L'obiettivo è raggruppare le proprie carte in combinazioni e metterle sul tavolo, fino a liberarsi completamente della mano. Chi ci riesce per primo — rispettando una condizione che vedremo — chiude, e si contano i punti. Vince chi ne ha di più.

La cosa da capire subito Non vince chi finisce le carte: vince chi fa più punti. Finire per primi aiuta molto, ma un avversario che ha calato tantissimo può chiudere secondo e vincere lo stesso.

Che cosa occorre

Il turno, in tre gesti

Tutto il gioco è la ripetizione di tre azioni, sempre in quest'ordine:

  1. Si pesca. Una carta dal tallone, oppure tutto il monte degli scarti. Una cosa o l'altra, mai tutte e due.
  2. Si gioca. Si possono calare nuove combinazioni, allungare quelle già sul tavolo, oppure non fare niente.
  3. Si scarta. Una carta va sul monte degli scarti, e il turno passa.
Il turno finisce sempre con uno scarto Anche il turno con cui si chiude la mano. È una regola che sorprende i principianti: non si può "finire le carte" calando tutto, bisogna sempre avere una carta da buttare alla fine.

Prendere il monte degli scarti

Invece di pescare una carta sola si può raccogliere tutto il monte. È una mossa forte: si prendono anche venti carte in un colpo. Ma sono venti carte da smaltire, e finché si hanno carte in mano non si chiude. Si prende quando serve materiale, non per avidità.

Tris e scale

Le combinazioni sono di due tipi soltanto.

Il tris — carte dello stesso valore

Almeno tre carte con lo stesso numero, di semi diversi.

7♠
♠
7♥
♥
7♦
♦
tre sette: è un tris

La scala — carte in fila, stesso seme

Almeno tre carte consecutive dello stesso seme.

4♣
♣
5♣
♣
6♣
♣
4-5-6 di fiori: è una scala

Una volta sul tavolo, le combinazioni si possono allungare in qualunque turno successivo: al tris di sette si aggiunge un quarto sette, alla scala 4-5-6 si aggiunge il 3 o il 7. Nelle partite a coppie si allungano anche i giochi del compagno.

Jolly e pinelle

Due carte valgono al posto di qualunque altra: i jolly e i 2, che al burraco si chiamano pinelle.

9♠
♠
10♠
♠
JLY
★
Q♠
♠
il jolly fa da fante
Pulito e sporco Una combinazione senza carte jolly si dice pulita. Con una carta jolly dentro si dice sporca. La differenza non è estetica: a fine mano un burraco pulito vale il doppio di uno sporco. Per questo le pinelle non si sprecano.

Il burraco

Una combinazione che raggiunge sette carte si chiama burraco. Dà il nome al gioco, ed è il vero obiettivo di ogni mano: senza almeno un burraco non si può chiudere.

TipoChe cos'èPunti
Burraco pulitoSette carte, nessun jolly né pinella200
Burraco semipulitoLa carta jolly è in fondo, le altre sette sono di fila150
Burraco sporcoSette carte con una carta jolly dentro100

Il pozzetto

I due mazzetti da 11 carte messi da parte all'inizio servono a questo: quando finisci le carte in mano, ne prendi undici nuove. È il pozzetto, e ogni squadra ne ha diritto a uno.

Non è un premio: è un secondo tempo. Dopo aver preso il pozzetto si riparte con undici carte da smaltire, e solo dopo aver finito anche quelle si può chiudere.

Chi non lo prende, paga La squadra che a fine mano non ha preso il pozzetto subisce −100 punti. È una delle voci che ribaltano più partite.

Come si chiude

Per chiudere la mano servono tutte e tre queste condizioni:

  1. la tua squadra ha almeno un burraco;
  2. hai già preso il pozzetto;
  3. ti liberi dell'ultima carta scartandola.

Chi chiude prende 100 punti di bonus. Tutti gli altri contano le carte rimaste in mano e le sottraggono dal proprio punteggio: restare con un jolly in mano costa 30 punti.

I punteggi

A fine mano ogni squadra somma il valore delle carte che ha calato sul tavolo.

CartaVale
Jolly30
2 (pinella)20
Asso15
Dal 8 al Re10
Dal 3 al 75
Bonus e penalitàPunti
Burraco pulito+200
Burraco semipulito+150
Burraco sporco+100
Chiusura della mano+100
Pozzetto non preso−100
Carte rimaste in mano− il loro valore

Consigli per iniziare

Da dove viene il burraco

Le origini non sono documentate con precisione — è un gioco nato fra la gente, non scritto a tavolino — ma la ricostruzione più diffusa lo fa nascere in Uruguay intorno agli anni Quaranta, come variante della canasta, che in quegli anni stava conquistando il Sud America.

Il nome viene dal portoghese. Dal Sud America il gioco si diffuse soprattutto in Brasile — dove si chiama buraco ed è popolarissimo — e in Argentina.

In Italia arriva negli anni Ottanta, portato secondo il racconto più ripetuto dagli emigrati di ritorno dal Sud America. Attecchisce prima nel Mezzogiorno, in particolare in Puglia, e da lì risale la penisola passando per i circoli, i bar e i salotti. Negli anni Novanta arrivano i primi tornei ufficiali e una federazione che mette per iscritto le regole.

È una diffusione insolita: il burraco non è diventato popolare grazie a una campagna o a un editore, ma perché lo si insegna a un tavolo. Qualcuno lo impara in vacanza e lo porta al circolo, il circolo lo porta a un altro circolo. Dopo quarant'anni funziona ancora così — e in fondo è anche il motivo per cui esiste questo sito.

Le regole della casa applicate qui — tempi, abbandoni, disconnessioni — sono nel Regolamento di gioco. Sulle origini, le fonti concordano sul Sud America e sugli anni Ottanta per l'Italia, ma differiscono nei dettagli: prendile come racconto, non come cronaca.