Le regole spiegate senza gergo, per chi non ha mai giocato. Dieci minuti di lettura.
Il burraco si gioca in due (uno contro uno) o in quattro (due coppie, compagni seduti uno di fronte all'altro). Si gioca con le carte francesi.
L'obiettivo è raggruppare le proprie carte in combinazioni e metterle sul tavolo, fino a liberarsi completamente della mano. Chi ci riesce per primo — rispettando una condizione che vedremo — chiude, e si contano i punti. Vince chi ne ha di più.
Tutto il gioco è la ripetizione di tre azioni, sempre in quest'ordine:
Invece di pescare una carta sola si può raccogliere tutto il monte. È una mossa forte: si prendono anche venti carte in un colpo. Ma sono venti carte da smaltire, e finché si hanno carte in mano non si chiude. Si prende quando serve materiale, non per avidità.
Le combinazioni sono di due tipi soltanto.
Almeno tre carte con lo stesso numero, di semi diversi.
Almeno tre carte consecutive dello stesso seme.
Una volta sul tavolo, le combinazioni si possono allungare in qualunque turno successivo: al tris di sette si aggiunge un quarto sette, alla scala 4-5-6 si aggiunge il 3 o il 7. Nelle partite a coppie si allungano anche i giochi del compagno.
Due carte valgono al posto di qualunque altra: i jolly e i 2, che al burraco si chiamano pinelle.
Una combinazione che raggiunge sette carte si chiama burraco. Dà il nome al gioco, ed è il vero obiettivo di ogni mano: senza almeno un burraco non si può chiudere.
| Tipo | Che cos'è | Punti |
|---|---|---|
| Burraco pulito | Sette carte, nessun jolly né pinella | 200 |
| Burraco semipulito | La carta jolly è in fondo, le altre sette sono di fila | 150 |
| Burraco sporco | Sette carte con una carta jolly dentro | 100 |
I due mazzetti da 11 carte messi da parte all'inizio servono a questo: quando finisci le carte in mano, ne prendi undici nuove. È il pozzetto, e ogni squadra ne ha diritto a uno.
Non è un premio: è un secondo tempo. Dopo aver preso il pozzetto si riparte con undici carte da smaltire, e solo dopo aver finito anche quelle si può chiudere.
Per chiudere la mano servono tutte e tre queste condizioni:
Chi chiude prende 100 punti di bonus. Tutti gli altri contano le carte rimaste in mano e le sottraggono dal proprio punteggio: restare con un jolly in mano costa 30 punti.
A fine mano ogni squadra somma il valore delle carte che ha calato sul tavolo.
| Carta | Vale |
|---|---|
| Jolly | 30 |
| 2 (pinella) | 20 |
| Asso | 15 |
| Dal 8 al Re | 10 |
| Dal 3 al 7 | 5 |
| Bonus e penalità | Punti |
|---|---|
| Burraco pulito | +200 |
| Burraco semipulito | +150 |
| Burraco sporco | +100 |
| Chiusura della mano | +100 |
| Pozzetto non preso | −100 |
| Carte rimaste in mano | − il loro valore |
Le origini non sono documentate con precisione — è un gioco nato fra la gente, non scritto a tavolino — ma la ricostruzione più diffusa lo fa nascere in Uruguay intorno agli anni Quaranta, come variante della canasta, che in quegli anni stava conquistando il Sud America.
Il nome viene dal portoghese. Dal Sud America il gioco si diffuse soprattutto in Brasile — dove si chiama buraco ed è popolarissimo — e in Argentina.
In Italia arriva negli anni Ottanta, portato secondo il racconto più ripetuto dagli emigrati di ritorno dal Sud America. Attecchisce prima nel Mezzogiorno, in particolare in Puglia, e da lì risale la penisola passando per i circoli, i bar e i salotti. Negli anni Novanta arrivano i primi tornei ufficiali e una federazione che mette per iscritto le regole.
È una diffusione insolita: il burraco non è diventato popolare grazie a una campagna o a un editore, ma perché lo si insegna a un tavolo. Qualcuno lo impara in vacanza e lo porta al circolo, il circolo lo porta a un altro circolo. Dopo quarant'anni funziona ancora così — e in fondo è anche il motivo per cui esiste questo sito.
Le regole della casa applicate qui — tempi, abbandoni, disconnessioni — sono nel Regolamento di gioco. Sulle origini, le fonti concordano sul Sud America e sugli anni Ottanta per l'Italia, ma differiscono nei dettagli: prendile come racconto, non come cronaca.